"Il Signore è il mio Pastore, nulla mi manca!" (Salmi 23:1)

Apri il cuore a Gesù!

CHIESA CRISTIANA EVANGELICA di Santa Maria a Vico Caserta

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PREDICAZIONE DEL FRATELLO GENNARO VITIELLO.14/02/2016

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PREDICAZIONE Fratello S. FALASCINA

Una lettera dal Padre

UNA PICCOLA COMUNITA’ AMATA DA UN GRANDE DIO!

La nostra comunità è molto piccola, ma il Signore ci ama immensamente, e cammina con noi, e ci protegge, e vuole che la nostra assemblea locale continui a fare luce in questo paese dove è così difficile proclamare il nome del Signore, dove il cattolicesimo è profondamente radicato, e le persone restie ad ascoltare.

Durante questi lunghi anni, abbiamo attraversato numerose tempeste, ma il Signore ci è rimasto sempre accanto, ed ha lottato con noi e per noi, proteggendoci da maldicenza, divisioni, trame…e tanto altro. Ma la nostra assemblea locale è in piedi per volontà di Dio e non per volontà di uomo, ed è opera Sua.

Molte sono state le conversioni durante questi anni, ma poi ci sono stati trasferimenti per lavoro,  cari che si sono addormentati nel Signore, divisioni per smania di potere e quant’altro…ma il Signore continuamente ci benedice e ci sostiene, e noi sappiamo che ci ama grandemente , perchè Egli è il nostro Grande Dio!

A Lui e solo a Lui sia la gloria!

LE IMMAGINI

LE IMMAGINI di FICO CARMELA

L’umanità si fa tante immagini su Dio, e poi davanti ad esse si prostra in adorazione. Ci è lecito, però, farci delle immagini di Dio? Il secondo comandamento dato da Dio a Mosè lo esclude decisamente, minacciando gravi conseguenze su chi lo faccia.
Sta scritto in Esodo 20:4 “ Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché Io, l’Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i mie comandamenti”
Farsi immagini di Dio è dunque espressamente condannato dalla legge che Dio stesso ha stabilito su di noi. Gli idolatri sono anche coloro che si fanno pitture e statue religiose per poi prostrarsi davanti ad esse. Noi diventiamo colpevoli di idolatria quando adoriamo qualcosa di diverso da Dio, il Dio che si è rivelato con autorità nella Bibbia ma anche tutto ciò che per noi diventa più importante di Dio, diventa un idolo. Hai tu degli idoli nella tua vita? Come puoi identificarli? Un auto, una barca, una casa, dei gioielli, vestiti, e al primo posto i nostri figli, il lavoro ecc… Ma sta scritto “ Adora il Signore Dio tuo” e dove scompare Dio, l’uomo cade nella schiavitù di idolatrie.
Puoi incontrare Dio, mettendolo al primo posto solo se lo desideri al di sopra di ogni altra cosa. Ha il cuore pronto per Dio solo chi è disposto a lasciare tutto per trovarlo. Dio è un bene essenziale ed in quanto tale anche la sua ricerca deve farsi prioritaria. Se sei disposto a seguirlo lo devi fare radicalmente, con Lui non esistono le vie di mezzo. Egli dice chiaramente: “Chi non è con me è contro di me”: (Matteo 12:30)
Ogni tipo di amore richiede una particolare intensità. Il bene che si ha per un amico non è lo stesso che si può avere per la propria madre, il bene che si ha per un figlio non è uguale a quello di un marito ecc.. così l’amore che dobbiamo avere per Dio, dal quale tutto dipende, deve essere al di sopra di tutto, al primo posto.
Gli idoli possono essere anche cose religiose, anche idee che abbiamo su come secondo noi dovrebbe essere la vita cristiana o la chiesa, e non secondo quanto presentato dalla Bibbia. In alcune chiese potreste predicare dal pulpito qualsiasi tipo di eresie, ma se osate mettere in questione la tradizione, “quello che si è sempre fatto”, per voi saranno dolori, non importa se la Bibbia dice altrimenti!
Rendere a Dio il culto che Gli è dovuto, significa dare a Lui solo tutto noi stessi non alle figure religiose o statue altrimenti diventiamo colpevoli di idolatria. Il secondo comandamento ci insegna e ci proibisce di farci immagini scolpite, ma di chi? Di persone denominate dalla chiesa santi, ed intanto loro sono morti e sono nella tomba come qualsiasi altro mortale! Non possono ascoltarti perché sono nella tua stessa condizione, non possono fare niente per te…
Ma il miracolo più grande è che Cristo è morto ma è resuscitato dai morti il terzo giorno (luca 24:46). Egli non è più nella tomba : E’ RISORTO, E’ VIVENTE! Lui può ascoltarti, gli altri no…perché parleresti invano con un pezzo di legno, accenderesti un cero e pregheresti inutilmente ad una statua di gesso. Rifletti…
Gesù ha dimostrato di aver sconfitto la morte e di essere veramente il Figlio di Dio. La sua morte acquista il suo “vero” valore solo perché Gesù è poi risorto dai morti; ecco perché la nostra fede non è una religione, ma fa capo al Signore Gesù morto per i nostri peccati, risorto per la nostra giustificazione e che ora sta alla destra del padre per intercedere del continuo per noi, ed è l’Unico che può farlo! Nessun altro!
Rifletti…

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CAMBIARE COMUNITA’

CAMBIARE COMUNITÀ

 

 di Nicola Martella

 

1. Le risposte

2. Per l’approfondimento biblico

 

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Un lettore ha posto la seguente questione: Come considerate il fenomeno di quei credenti, che lasciano la propria chiesa, per inserirsi in un’altra? C’è un unico approccio al problema? A chi possono essere attribuite le responsabilità di tale evento? {Silvano Creaco; 13-09-2012}

1.  Le risposte: Il fenomeno è stratificato, ossia ha molte sfaccettature, e non si può addurre a un’unica causa, ma bisogna vedere di caso in caso. Ecco, qui di seguito, alcuni casi ricorrenti o possibili.

     ■ Ci sono i turisti ecclesiali. Essi pensano di appartenere alla cosiddetta «chiesa universale», perciò ogni volta vanno in un’altra comunità. In tal modo, credono di non necessitare di essere sottomessi ad alcuno. Restano o se ne vanno a proprio arbitrio.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché non vogliono sottomettersi all’insegnamento vigente, sentendolo, secondo i casi, o troppo massimalista (stretto) o troppo liberale (largo).

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché non trovano in essa ciò, che cercano sul piano umano: comunione, calore, fratellanza, solidarietà, comprensione.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono abituati solo a ricevere e prendere dagli altri. Quando il «filone d’oro» si è esaurito in una miniera, passano alla prossima.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché ritengono i conduttori non idonei a guidare tale chiesa o perché questi ultimi vivono in compromessi e nel peccato.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono stati messi sotto disciplina e, non volendosi ravvedere, preferiscono frequentare una chiesa, in cui tali cose sono tollerate.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché si sentono troppo emarginati, sia come persona, sia nel loro ministero, ad ambedue dei quali sembra che nessuno si interessi veramente, ma anzi si viene sempre e solo criticati per le cose, che non vanno.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché ci sono troppi contasti e da lungo tempo tra i conduttori e tra i membri. Invece di allinearsi in una delle fazioni belligeranti, preferiscono appartenere a una chiesa, che si adopera per l’avanzamento del regno di Dio.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché vogliono assolutamente essere tra coloro, che hanno «autorità», ma non trovano posto per «comandare» sugli altri, essendo ritenuti non idonei a una conduzione biblica. Perciò, tentano in un’altra chiesa.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono messi fuori comunione per gravi peccati o per falsa dottrina. Preferiscono allora frequentare una chiesa locale, dove nessuno li conosce.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché non vogliono più essere alimentati da conduttori biblicamente analfabeti, che li cibano da tanto tempo soltanto con indebite versettologie, spiritualizzazioni arbitrarie, allegorie e sentimentalismi religiosi. Essi vogliono del cibo più sodo e una cura pastorale più certa.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché nessuno si prende cura di loro, ma sono abbandonati a loro stessi e la vita di chiesa è fatta soltanto di incontri formali.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché una nuova chiesa locale è stata aperta nella loro zona. Ciò facilita sia la diretta testimonianza, sia la frequenza propria, sia portarci i propri contatti.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché la loro è già abbastanza moribonda e non ha chance di rinnovarsi al presente né, quindi, molte prospettive future.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché hanno trovato lì il fidanzato o il coniuge e intendono trasferirsi in tale zona. Alcuni cambiano chiesa anche per avere soltanto una chance di trovare il futuro partner.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché si sono trasferiti per motivi di lavoro.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché lì possono suonare (o fare altro) in un gruppo esistente, mentre nella propria chiesa locale non c’è tale possibilità o non è neppure desiderata dai conduttori.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono stati convinti a farlo dai conduttori dell’altra chiesa per motivi diversi (promessa di un ministero, convincimento dottrinale, bisogno particolare da colmare, ecc.).

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono solo degli aggregati e non veri credenti. Fintantoché non saranno rigenerati, faranno similmente nella prossima chiesa locale, dapprima cercando soltanto le proprie soddisfazioni e prendendo tutto ciò, che possono, e poi migrando in nuovi «pascoli».

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché lì possono finalmente trovare ciò, che cercano.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché sono alla continua ricerca della chiesa locale perfetta.

     ■ Alcuni cambiano comunità, perché… (altri motivi).

Abbiamo fatto un lunga lista delle possibilità, sia reali, sia supposte. Lasciamo ora ai lettori di trarre le somme in un dialogo franco e sincero.

2.  Per l’approfondimento biblico(Il senso di questa lista di versi è di stimolare la riflessione dei lettori, per aiutarlo formulare contributi confacenti al tema):

     ■ «Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri» (1 Gv 2,19).

     ■ «Tu sai questo: che tutti quelli che sono in Asia mi hanno abbandonato, fra i quali, Figello ed Ermogene» (2 Tm 2,15).

     ■ «L’accozzaglia di gente raccogliticcia, che era tra il popolo, fu presa da concupiscenza; e anche i figli d’Israele ricominciarono a piagnucolare e a dire:…» (Nu 11,4).

     ■ «Costoro sono delle macchie nelle vostre agapi, quando banchettano con voi senza ritegno, pascendo se stessi» (Gd 1,12).

     ■ «Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti sorveglianti, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue. Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; e anche tra voi stessi sorgeranno uomini, che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli» (At 20,28s).

     ■ «Ora, era a causa di intrusi, falsi fratelli, infiltratisi di nascosto tra di noi per spiare la libertà, che abbiamo in Cristo Gesù, con l’intenzione di renderci schiavi; noi non abbiamo ceduto alle imposizioni di costoro neppure per un momento, affinché la verità dell’Evangelo rimanesse salda tra di voi» (Gal 2,4s).

     ■ «Quel che vi ho scritto è di non mischiarvi con chi, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, un avaro, un idolatra, un oltraggiatore, un ubriacone, un ladro; con quelli non dovete neppure mangiare. Poiché, devo forse giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi» (1 Cor 5,11ss).

     ■ «Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non lo ricevete in casa, e non lo salutate; perché chi lo saluta partecipa alle malvagie opere di lui» (2 Gv 1,10s).

     ■ «L’Eterno, l’Iddio degli spiriti d’ogni carne, costituisca su questa assemblea un uomo, che esca davanti a loro ed entri davanti a loro, e li faccia uscire e li faccia entrare, affinché l’assemblea dell’Eterno non sia come un gregge senza pastore» (Nu 27,16s).

     ■ «…poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, che sono senza pastore, servono di pasto a tutte le bestie dei campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascono se stessi e non pascono le mie pecore» (Ez 34,8).

     ■ «Egli [Gesù], vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore, che non hanno pastore» (Mt 9,36; cfr. 1 Re 22,17).

     ■ «Non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore» (Ef 4,14).

     ■ «Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (2 Tm 4,3s).

     ■ «Noi, invece, non ci vanteremo oltre misura, ma entro la misura del campo di attività, di cui Dio ci ha segnato i limiti. […] Non ci vantiamo oltre misura di fatiche altrui, ma… nei limiti del campo di attività assegnatoci, per poter evangelizzare anche i paesi che sono di là dal vostro senza vantarci, nel campo altrui, di cose già preparate» (2 Cor 10,13.15s).

SCOPRIRE LA REALTA’ DELLA VITA di FICO CARMELA

SCOPRIRE LA REALTA’ DELLA VITA  di FICO CARMELA

 

Solo per gli altri l’individuo cessa di vivere, non per se stesso; “la morte è morte solo per coloro che vivono, non per coloro che muoiono”. La morte non è solo il momento finale della vita ma l’inizio di una nuova vita, autentica, ma c’è in noi un’evidente tendenza a scartarla.

Penso che dobbiamo parlare di qualcosa di cui ogni essere umano dovrebbe occuparsi, perché riguarda la nostra vita, la nostra quotidianità, il modo in cui sprechiamo i giorni e gli anni della nostra vita. Nasciamo e moriamo, e in questi anni di dolore e di angoscia, di gioia e di piacere, si alternano battaglie e sforzo di andare avanti, a lavorare chi per tanti anni, fino alla morte.

Le religioni hanno cercato di dare un senso alla vita, ma non ci sono riuscite; per scoprire se la vita abbia un senso è necessario meditare. Soltanto quando la mente è quieta, calma, può incominciare a capire; nel silenzio troviamo la risposta, e la risposta è Gesù. Ci tormentiamo l’anima per dare un senso alla vita ed alla fine lo troviamo nascosto dentro di noi, nella nostra comune esperienza, un semplice desiderio umano di sentire nel profondo del cuore, che non siamo soli. Pensare di poter sistemare e risolvere tutto è un errore. Il mistero della vita è che il male esiste, che le tensioni non possono essere soppresse e che noi ci siamo dentro a volte senza la nostra volontà ma bisogna accettarla, sapere che un certo dubitare si oppone alla fede. Ci si deve rendere conto che siamo parte di questa realtà e che non spetta a noi controllarla, scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle speranze e delusioni, successi e perdite, invece di lamentare la difficoltà del vivere, rimandando ad un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente questa vita, trovare questo senso in ogni istante aiutandoci con la preghiera, contemplato con tutta la sua bellezza. Ma quanti perché senza risposte! Domande chiamate esistenziali capaci di stravolgere la vita pur lasciandoti esattamente dove sei.

Ha ben poca importanza sapere queste risposte ma è di grandissima importanza conoscere Dio, cosa pensa di noi, sapere dove ci troviamo agli occhi di Dio; è questa la domanda che dobbiamo porci adesso. “Sono in comunione con il mio Creatore?” Se non sono in comunione con Lui, non ho pace, né gioia, ma se lo sono, la vera luce illumina il sentiero della nostra vita. Egli ti dice: “Dove sei? Se la morte tagliasse il filo della tua vita adesso, hai buone ragione di credere che saresti salvato? Riusciresti a stare in piedi davanti a Dio, e a dire che hai un buon motivo di credere che sei passato dalla morte alla vita? La tua vita è una vita di fede? Non si tratta di quello che diciamo, ma di come viviamo. Le azioni parlano più delle parole. Dove mi trovo agli occhi di Dio? Sei un figlio di Dio? Non c’è pace per l’uomo che si ribella a Dio, la sua vita è buia.

Ti esorto di andare a Lui con tutto il tuo cuore, chiedergli perdono, Egli ti accoglierà con amore, ti sta aspettando. Se non sei salvato, che scusa hai? Non puoi dire che è colpa di Dio, Egli ti vuole salvare…se davvero vuoi diventare erede della vita eterna, impegnati stasera a cercare il Regno di Dio. Se lo cerchi lo troverai.

Se sei saggio dirai: “Signore Gesù, voglio te, ho bisogno di te, desidero te!”

Possa il Signore Dio spingerti ad una tale decisione!

Rifletti…

 

IL PERDONO SINCERO di FICO CARMELA

IL PERDONO SINCERO
 
Per natura, noi non siamo portati a perdonare, ma piuttosto a provare rancore. Dio ci mostra la grandezza del suo amore per noi proprio ad educarci al perdono. Perdonare è difficile, ma non impossibile, con l’aiuto di Dio certamente ce la possiamo fare.
Dio comanda di perdonarci gli uni gli altri, solo per il nostro bene, perché il risentimento è un carico pesante da portare nella vita. Il risentimento logora dentro, logora i nostri pensieri, ci priva della pace e soffoca la gioia. Un cuore calmo è la vita del corpo. L’ira prolungata, la gelosia, l’invidia possono nuocere alla salute fisica e spirituale. Forse , mentre ci distruggiamo, chi ci ha offeso prosegue per la sua strada senza neppure accorgersi della nostra agitazione! E’ vero, è difficile imitare il dono di Dio che è perfetto in tutto, ma non è una cosa impossibile da fare.
Dare o chiedere perdono, è un momento di grande comunione con Dio, ci fa crescere, ha in noi il potere di vincere l’orgoglio e l’egoismo ed aprirci all’amore. Chi riceve il perdono è impressionato dalla misericordia e generosità della persona amata ed è colpito dall’amore e dall’umiltà.
La strada che Dio ci indica in modo concreto attraverso il suo modello di perdono: “Siate benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonatevi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.” Le radici del perdono sono in Cristo che è il grande perdonatore.
Il perdono porta serenità, pace, gioia. L’amore di Gesù si esprime nel dare fino al sacrificio.
Dio non si limita a chiedere di perdonarci gli uni gli altri, ma si aspetta che lo facciamo perché Egli nel suo amore ci ha perdonato. Gesù ci invita ad andare a Lui e gettare ai suoi piedi i nostri pesi, le nostre difficoltà. Egli ci ascolterà, ci benedirà, ci spiegherà cose inspiegabili e ci farà vedere il suo piano perché ci ha chiamati ad essere suoi imitatori e figli da Lui amati. Se non perdoniamo agli uomini i loro falli, nemmeno il Padre Nostro perdonerà noi. L’unico modo di avvicinarci a Dio è l’umiltà. Senza l’umiltà, la preghiera e l’ubbidienza, nessuno arriverà mai alla presenza di Dio. Solo l’uomo nato di nuovo, può comprendere le verità della salvezza!
Non giustifichiamoci dietro la frase: “ Questo è il mio carattere” , perché dicendo questo, affermiamo che Dio non può fare più nulla per noi.
Spesso si sente “Perdono, ma non dimentico”; quante volte abbiamo sentito queste parole? Ma il perdono è guarigione. Perdonare non è facile, non è umano, non possiamo farlo da soli. Solo Gesù ci può aiutare. Dio perdona e dimentica e lo dobbiamo fare anche noi. E’ un atto di coraggio che ci rende più forti di chi ci ha colpiti e nessuno può costringerci a perdonare, è una nostra scelta, volontaria, e quando si giunge alla decisione di farlo, si prova una sensazione di leggerezza e di pace. Non è un atto di debolezza, ma di forza!
In ultima analisi, perdonare vuol dire AMARE. Senza l’amore, senza Gesù, il perdono non ha né ali né radici.
Rifletti….                                                              FICO CARMELA

LA NUOVA NASCITA

 LA NUOVA NASCITA

di FICO CARMELA

 

Nel Salmo 25:16 sta scritto: “ Volgiti a me, e abbi pietà di me, perché io sono solo e afflitto”.

Dio è sensibile verso chi si sente solo, ho potuto sperimentarlo personalmente. Infatti, in un momento particolare della mia vita Egli mi è stato tanto vicino, ed è stata  l’unica persona che mi ha dato la forza, e che tuttora mi sta accanto  invogliandomi ad andare avanti. Ho Gesù per amico e sono dispiaciuta per coloro che non lo conoscono, in questi momenti comprendo quanto sia importante la presenza di Dio nella mia vita.

 E’ deludente affermare che la solitudine sia dovuta proprio alla totale indifferenza delle persone che hai accanto. Come ti senti in questo momento? Forse ti trovi in una condizione di solitudine, allora voglio di dirti che c’è Qualcuno interessato alla tua vita. Quel Qualcuno che io stessa ho incontrato: Gesù, il Figlio di Dio. Ed ora so di non essere sola; Egli mi è accanto ogni giorno e non mi abbandona mai.

Gesù è venuto nel mondo per dare soccorso e consolazione a coloro che incontrano l’afflizione, la sofferenza, il lutto. Egli è “un aiuto sempre pronto nella difficoltà” (Salmo 46:1)

A tutto c’è una via d’uscita, quella via è Gesù. La dove le parole, le religioni falliscono, Gesù è Colui che fa rifiorire un’anima disperata. Non esiste nessun problema che Dio non può risolvere, non esiste nessuna malattia che Gesù non possa guarire. E non esiste nessun peccato che Gesù non possa perdonare; Egli dà vita, ti ama. Ti conosce fin dal giorno della tua nascita, conosce ogni tuo problema e vuole donarti una nuova vita; se solo tu vuoi con tutto il tuo cuore, puoi conoscerlo. I tuoi problemi non sono più grandi della salvezza che Lui può darti. Rivolgiti a Gesù, confidandogli le tue preoccupazioni, i tuoi fallimenti, tutto ciò che turba il tuo cuore. Parla con Lui in modo spontaneo, dai a Lui ogni tuo peso, Egli ti è accanto e ti ascolta. Confessagli i tuoi errori, i tuoi peccati, poiché Gesù ti perdonerà sicuramente. Pregalo di entrare nella tua vita, fai tutto questo con tutto il tuo cuore e ti accorgerai che Egli è con te, che esiste e che ti ama.

Sta scritto: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco sono diventate nuove” (2Corinzi 5:17). Questa è la nuova nascita di cui parlò Gesù; non sarai più solo una creatura di Dio, ma un figlio di Dio. Egli sarà tuo Padre e tu sarai un suo figlio. Non sarai più solo, ma conoscerai finalmente quella gioia e pace profonda nel cuore, che il mondo non ha e non può darti. Dio stesso veglierà su di te con amore in ogni istante della vita, e tu saprai che in ogni momento potrai rivolgerti a Lui, nel nome di Gesù, sicuro che Egli ti è accanto e non ti abbandonerà mai.

Non aspettare oltre, vai a Gesù così come sei, se ti affidi a Lui con fiducia, Lui porterà i tuoi pesi e sosterrà la tua vita sul palmo della Sua mano.

Rifletti…